Acireale (CT) – Il Mezzogiorno mostra segnali incoraggianti di recupero, ma per consolidare una vera ripresa è necessario rimuovere le difficoltà strutturali che frenano l’intero sistema economico italiano. È questo il messaggio centrale portato da Carlo Cottarelli ad Acireale, in occasione dell’incontro intitolato “Il Sud che parte, il Sud che resta. Demografia, capitale umano e le leve per la crescita del Meridione”.
Promosso dalla Fondazione Bellini con il patrocinio della Città di Acireale e della Regione Siciliana, l’evento si è svolto nella suggestiva cornice della Basilica Collegiata di San Sebastiano. A dialogare con l’economista è stato Antonello Piraneo, direttore del quotidiano La Sicilia, di fronte a una platea attenta e interessata alle prospettive di sviluppo dei territori, al mondo del lavoro e alle grandi trasformazioni demografiche.
Il divario economico e la sfida della crescita nazionale
Nel suo intervento, Cottarelli ha evidenziato un’inversione di tendenza significativa rispetto al passato:
«Sono sempre contento di tornare in Sicilia perché c’è un grande interesse, soprattutto negli ultimi anni, per quello che succede nel Mezzogiorno d’Italia, che sta crescendo più rapidamente del resto del Paese, cosa che non succedeva da parecchio tempo».
Tuttavia, analizzando i dati degli ultimi anni, l’economista ha spostato l’asse della riflessione: il vero nodo non risiede più soltanto nel divario interno tra Nord e Sud, quanto nella stagnazione complessiva dell’economia nazionale. «A questo punto il problema non è che il Mezzogiorno cresce poco rispetto all’Italia, ma che tutta l’Italia cresce poco».
Tra i principali ostacoli che frenano le imprese figurano il peso della burocrazia, l’alta pressione fiscale e i costi energetici elevati, a cui si sommano le criticità legate al calo delle nascite e alla fuga di cervelli. Sul tema della valorizzazione dei giovani talenti, Cottarelli ha offerto una riflessione lucida: «Non allarmi il fatto che un giovane vada fuori per fare esperienza, preoccupi che non rientri». Spazio anche ai temi geopolitici europei e alla necessità di puntare su riforme concrete e possibili, a partire da una pubblica amministrazione più efficiente per combattere la “lentocrazia”.
Dalla teoria economica alle testimonianze del territorio
La serata ha unito l’analisi macroeconomica alle esperienze concrete del tessuto produttivo locale, introdotte dai saluti istituzionali del vicepresidente della Fondazione Bellini, Salvo Leotta (in rappresentanza del presidente Mattia Pennisi), e del sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo.
Al confronto hanno preso parte autorevoli rappresentanti del mondo imprenditoriale e istituzionale:
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Edoardo Bonaccorsi (amministratore delegato di Assoro Biometano), che ha approfondito le sfide legate allo sviluppo sostenibile.
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Michele Faro (CEO di Piante Faro), che ha portato l’esempio di una realtà storica radicata nel territorio con una forte proiezione internazionale.
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L’on. Salvo Tomarchio (segretario della Commissione Attività produttive dell’ARS), che ha analizzato il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere il sistema produttivo e nel semplificare i processi burocratici.
