«Un paese con poche migliaia di abitanti, con una piazza intonacata di bianco, dalla quale si partono, come ali di corvo da un petto di colomba, file di case nere fabbricate con pietra lavica. A seicento metri sopra le falde dell’Etna, s’affaccia sul mare da cui vede scivolare fuori, gonfio, rapido e color rosa, il sole del mattino», così Vitaliano Brancati, descriveva Zafferana Etnea nel “Paolo il caldo”. La cittadina etnea annovera due grandi manifestazioni che rendono omaggio al libro: “La Festa del Libro” dedicata alla letteratura d’infanzia, voluto dalla vulcanica Gabriella Zammataro, e il Premio Vitaliano Brancati, prossimo a raggiungere la cinquantesima edizione. Nei ricordi di Vanni Ronsisvalle si ritrovano le radici del Premio Brancati a Zafferana: «Qui vale una digressione, come e perché il premio Brancati. Quando Vitaliano Brancati, villeggiante habitué di Zafferana, stava correggendo le bozze di “Paolo il caldo” si interruppe. Partì da Zafferana per essere operato a Torino. Operazione al cuore che non riuscì al grande chirurgo al campo: Dogliotti nell’intento di liberare il cuore di Vitaliano da una superfetazione che lo schiacciava provocò uno scompenso irrimediabile. I giovanotti villeggianti che frequentavamo lo scrittore esprimemmo il nostro lutto con manifesti che vennero cancellati dai muri di Zafferana. Tutto ciò perché secondo due intelligenti come il vescovo di Catania e il prefetto di quella città che non si sognava di contraddirlo: Vitaliano Brancati era un pornografo.
Ero andato alla redazione di «Il Mondo» a portare un articolo; il direttore Pannunzio mi adocchiò illuminandosi come per una ispirazione: «Sono dieci anni dalla morte di Vitaliano, perché non mi fai un bel ricordo?!» Fu una grande occasione per vendicarmi raccontando a «Il Mondo» e al mondo dell’episodio dei manifesti cancellati dove il paese non figurava bene. Il dottor Coco, sindaco del paese, mi telefonò accoratissimo, «mi aiuti a cancellare quell’onta?».
Fu sua l’idea di un premio letterario dedicato a Brancati. In tempi di contestazione dell’industria culturale, quando si andò a fischiare allo Strega. L’occasione mi permise di riunire molti amici: Alberto Moravia, Dacia Maraini, Pasolini, Petroni, Sciascia, Raphael Alberti, il poeta comunista spagnolo esule in Italia, che avevo invitato rinunciò, tornava in patria a Madrid: era morto Franco e lui tornava a festeggiare. Montale ricusò scrivendomi che lui in giuria si limitava ad esprimersi così su un libro concorrente: «non l’ho letto e non mi piace». Alla prima edizione del Brancati Zafferana l’intervento di Montale avrebbe procurato un infarto al sindaco Coco, già esultante perché tutta l’operazione era finita sui grandi giornali. I tempi erano cambiati, andavano cambiando». Il Premio Brancati è stata una delle manifestazioni più importanti nel panorama letterario italiano. Fu istituito nel 1967 ad opera del Dott. Alfio Coco, sindaco di Zafferana Etnea per oltre 15 anni. Nel corso degli anni numerosi scrittori sono stati premiati ed hanno partecipato alla rassegna: Elsa Morante, Maria Luisa Spaziani, Ezra Pound, Cesare Zavattini, Ercole Patti, Lucio Piccolo di Calanovela, Jorge Amado, Giuseppe Bonaviri, Maria Occhipinti, Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo.