Dal 5 al 21 dicembre la Sala Futura ospita 40 testi inediti. Il pubblico e una giuria di esperti sceglieranno l’opera che verrà prodotta dal Teatro Stabile nella prossima stagione.
CATANIA – Quaranta storie, quaranta nuove visioni del mondo, un unico palcoscenico per farle brillare. Il Teatro Stabile di Catania apre le porte della Sala Futura per un evento cruciale della stagione 2025/2026: le letture sceniche dei testi finalisti del Bando di Drammaturgia Under 35.
Dal 5 al 21 dicembre, il pubblico catanese avrà l’opportunità di partecipare attivamente alla nascita della drammaturgia di domani. Non si tratta di semplici presentazioni, ma di un vero e proprio “laboratorio vivo” dove i lavori dei giovani autori incontrano la voce di attori professionisti e lo sguardo della critica.
Un trampolino verso la produzione
Il percorso, curato da Marina La Placa, Rosario Minardi e Luana Toscano, rappresenta una sfida ad alto tasso di adrenalina per i partecipanti. In palio non c’è solo un riconoscimento simbolico, ma un’occasione concreta di carriera: il testo vincitore, valutato congiuntamente da una giuria tecnica e dal voto degli spettatori, sarà ufficialmente prodotto dal Teatro Stabile e inserito nel cartellone della stagione 2026/2027.
Un calendario ricchissimo
Le letture (ingresso al costo simbolico di 2 euro) si susseguiranno con un ritmo incalzante, toccando i temi più disparati: dall’intelligenza artificiale ai legami familiari, dalle questioni sociali ai conflitti interiori.
Ecco i primi appuntamenti per orientarsi nella fitta programmazione:
- Si parte il 5 dicembre (ore 17:00) con Avvertenze di Alessandro Paschitto, seguito da L’ultima I.A. di Corrado Drago e Soggetti smarriti di Ninni Porto.
- Il weekend prosegue con titoli suggestivi come L’uomo che mangiava le rose di Cristiana Nicolò (6 dicembre) e Nudo con serpente di Jacopo Endrizzi (7 dicembre).
- Fino al gran finale del 21 dicembre, con opere che spaziano dai toni malinconici di O zero d’appocundria di Enrico Disegni alla tradizione rivisitata di Pastiera di Paolo Blasio.
Il teatro come presidio di ascolto
Questa iniziativa conferma la volontà del TSC di porsi come un vero e proprio “osservatorio” sulle nuove generazioni. Trasformare la Sala Futura in un luogo di ascolto collettivo permette di abbattere il muro tra autore e spettatore, dando vita a un dialogo necessario per un teatro che voglia dirsi contemporaneo.

