Troina (EN) – C’è una nuova luce che taglia la pietra e riscrive i confini della storia antica. È quella del Mythos Troina Festival 2026, la kermesse sul mito classico e contemporaneo riconosciuta dal Ministero della Cultura, patrocinata dall’INDA e organizzata dal Comune di Troina. Tra i momenti più attesi di questa edizione spicca, venerdì 24 luglio alle ore 20.30 all’Anfiteatro della Radura, l’attesissima prima nazionale de “Il canto di Penelope”, tratto dall’opera di Margaret Atwood.
La tela come arma di resistenza
Sul palcoscenico, a dare corpo e anima alla celebre regina di Itaca, c’è una straordinaria Lunetta Savino, diretta da Marcello Cotugno e accompagnata dalle musiche eseguite dal vivo da Antonio Tavassi (una produzione della Compagnia Mauri Sturno in collaborazione con il Festival, con l’abito di scena firmato dalla Maison Enrico Coveri).
Dimenticate l’immagine stereotipata della sposa fedele, silenziosa e rassegnata all’eterna attesa. Nelle note di regia prende forma una figura radicalmente moderna: “Negli ultimi anni, la rilettura femminista ha spostato il focus dalla sua attesa alla sua azione. Penelope non è più solo colei che aspetta, ma una donna che esercita un potere intellettuale in un mondo dominato dagli uomini. La sua celebre tela non è un semplice passatempo, ma un’arma di resistenza politica: un atto di sabotaggio consapevole con cui riesce a paralizzare l’arroganza dei Proci e a mantenere il controllo del regno in assenza del marito”.
Un festival di grandi eccellenze
Il Mythos Troina Festival, diretto da Luigi Tabita e in corso fino all’8 agosto, si conferma un presidio culturale d’eccellenza nel cuore della Sicilia, portando in scena ben dieci prime nazionali e i grandi protagonisti del teatro italiano. Un’occasione unica per riscoprire i classici attraverso sguardi contemporanei capaci di restituire voce, autonomia e profonda attualità ai grandi miti del Mediterraneo.
