La “Materia viva” del palcoscenico: il Teatro Stabile di Catania svela la stagione 2026/27

da | Lug 6, 2026 | Catania

Catania – Il teatro come organismo vivo, pulsante, in costante trasformazione. È questa la linfa che anima “Materia viva”, la stagione 2026/27 del Teatro Stabile di Catania in scena al Teatro Verga. Sotto la direzione di Marco Giorgetti, il cartellone si configura come un vero e proprio manifesto di relazioni artistiche, un intreccio di sguardi che unisce i grandi maestri della scena contemporanea, le produzioni originali e una fitta rete di collaborazioni con i più prestigiosi teatri d’Italia.

Una proposta culturale che mette al centro l’attore e l’attrice come custodi e trasmettitori di un mestiere antico, pensato per dialogare con la città, attrarre nuove generazioni e trasformare il palcoscenico in uno spazio d’incontro universale.

Grandi maestri e grandi classici: da Dostoevskij a Eduardo

Il percorso si apre nel segno della grande tradizione e della sua instancabile trasmissione. Si parte dal ricordo e dalla continuità con la lezione di Glauco Mauri, portata avanti dalla Compagnia Mauri Sturno con un vibrante Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, con la regia di Andrea Baracco (13-18 ottobre). La danza irrompe poi con forza materica e corporea grazie a L.A.V.A., firmato da Emio Greco, Pieter C. Scholten e Roberto Zappalà (23 ottobre – 1 novembre).

Il palcoscenico del Verga si accende subito dei nomi più luminosi del panorama nazionale. Anna Ferzetti è protagonista di People, Places & Things di Duncan Macmillan, diretta da Pierfrancesco Favino (6-15 novembre), mentre Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi regalano momenti di grande intensità con Gin game (17-22 novembre). Spazio anche alla riscrittura dei miti con Orlando, la commedia, liberamente ispirata a Virginia Woolf e interpretata da Viola Graziosi, Arturo Cirillo e David Coco (24-29 novembre).

Dicembre regala un mosaico di grandi testi e sguardi autoriali: dagli Emigranti di Sławomir Mrożek con Valerio Santoro e Claudio Casadio (1-6 dicembre), all’attualità bruciante de Gli occhi della guerra di Fausto Biloslavo e Gian Micalessin (7 dicembre). E ancora, il Pirandello di Non si sa come diretto da Paolo Valerio e interpretato da Franco Branciaroli (8-13 dicembre), fino alla suggestione gotica e affascinante de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo (15-20 dicembre).

Il nuovo anno: da Shakespeare a Eduardo De Filippo

Il 2027 si apre con l’imponenza epica di Guerra civile da La Farsaglia, per la regia di Andrea De Rosa (5-10 gennaio), seguito da Sergio Rubini in Fratelli De Filippo, un omaggio intenso alla vita e all’arte di Eduardo (12-17 gennaio). La grande drammaturgia torna protagonista con un imponente Otello shakespeariano diretto da Luca De Fusco (19-24 gennaio) e con Geppy Gleijeses che dirige e interpreta l’immortale Sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo (26-31 gennaio).

Febbraio consacra l’incontro tra grandi interpreti e testi capitali: Salvo Ficarra affianca Carolina Rosi e Nicola Di Pinto in Non ti pago di Eduardo, con la regia dello stesso Luca De Filippo (4-14 febbraio), mentre Elena Sofia Ricci e Arturo Cirillo portano in scena la grazia raffinata de Le false confidenze di Marivaux (19-28 febbraio). Nel mezzo, la grande musica d’autore con il tour teatrale Feminae di Tosca (15 febbraio).

Verso la primavera: tra impegno civile e grandi interpreti

Marzo si apre con i sentimenti universali di Romeo e Giulietta diretti da Paolo Valerio (2-7 marzo), per poi affidarsi alla profonda intensità di Luca Zingaretti, che dirige e interpreta l’Autodifesa di Caino di Andrea Camilleri (9-14 marzo). A seguire, la regia d’autore di Peter Stein incontra Maddalena Crippa in Platonov di Čechov (16-21 marzo).

La vocazione civile del teatro trova massima espressione in Lear, o del maxiprocesso di Claudio Fava, in scena dal 30 marzo al 4 aprile in coproduzione con il Teatro della Città. La primavera continua con Enigma di Hugh Whitemore con Peppino Mazzotta (6-11 aprile), l’Ispettore in casa Birling con Ettore Bassi e Galatea Ranzi (13-18 aprile), e un magistrale Gabriele Lavia sul palco insieme a Federica Di Martino in Dopo la prova di Ingmar Bergman (21-26 aprile).

La chiusura di stagione regala sorrisi, riflessioni e grande ironia con Pirandello pulp di Edoardo Erba, interpretato da Massimo Dapporto e Fabio Troiano (27 aprile – 2 maggio); L’inconveniente con l’indimenticabile Milena Vukotic e Giulia Fiume (4-13 maggio); l’adattamento di Uno, nessuno e centomila (18-23 maggio); e il gran finale affidato a Molière con Il malato immaginario, nell’adattamento e nella regia di Salvo Ficarra e interpretato da Angelo Tosto (25-30 maggio).

Una stagione ricca, coraggiosa e profondamente radicata nel territorio, pronta a scrivere un nuovo fondamentale capitolo per il Teatro Stabile di Catania.