Taormina – Un viaggio emozionante tra musica, parole e immagini che attraversa oltre quattro decenni di grande canzone d’autore italiana. Domenica 9 agosto, il palcoscenico millenario del Teatro Antico di Taormina si accenderà delle note e della poetica inconfondibile di Luca Carboni, protagonista di un appuntamento imperdibile del Festival Internazionale Taormina Arte 2026, firmato dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia.
Un concerto che suona come la prima volta
Dopo il trionfo nei palasport, il cantautore bolognese porta nel cuore della Sicilia “RIO ARI O LIVE”, uno spettacolo unico che non segue l’uscita di un nuovo disco, ma celebra la libertà assoluta di un percorso artistico irripetibile. Il titolo stesso, Rio Ari O, evoca il primissimo suono emesso dalla voce di Carboni ancor prima del debutto discografico, trasformandosi oggi nel simbolo di un incontro intimo e collettivo con il pubblico.
Sul palco, lo show alterna momenti di festa travolgente a istanti di pura intimità acustica. Le canzoni dialogano costantemente con i visual, proiezioni che rielaborano disegni, schizzi e quadri originali realizzati dallo stesso artista nel corso di quarant’anni di carriera.
Una scaletta ricca di successi immortali
Ad accompagnare Carboni in questo viaggio c’è una superband di otto elementi — Antonello Giorgi (batteria), Mauro Patelli (chitarre), Ignazio Orlando (basso), Antonello D’Urso (chitarra e direzione musicale), Fulvio Ferrari (pianoforte, tastiere e sequenze), Gabriele Miceli (chitarra), Fabrizio Luca (percussioni) e Andrea Ferrario (fiati e tastiere).
La scaletta è un susseguirsi di emozioni e ricordi indelebili: dall’apertura con Primavera ai grandi inni generazionali come Fragole buone buone, Ci vuole un fisico bestiale, Farfallina, Silvia lo sai, Inno Nazionale, Mi ami davvero, San Luca e l’immancabile Mare Mare, il brano del 1992 che ha fatto cantare intere generazioni.
“Mi sto godendo questo momento di gioia, mi piace l’idea di riabbracciare tutta l’Italia con la mia storia personale e musicale”, racconta Luca Carboni. “Dal palco vedo tante persone, tante vite che hanno fatto una parte di viaggio con me. Percepisco una condivisione che va oltre il rapporto fra artista e pubblico”.
