KEBASTARD Catania: apre il 27 maggio il kebab che unisce e racconta territori lontani

da | Mag 25, 2026 | Storie di oggi

Catania, 25 maggio 2026 — Un progetto dalla forte identità che trasforma il kebab — uno dei cibi più diffusi e riconoscibili — in un simbolo multiculturale dove convivono diverse tradizioni gastronomiche che hanno in comune lo spiedo, la cottura sul fuoco, la pita tirata a mano. KEBASTARD sottolinea la natura ibrida e radicale del progetto e mette in discussione il tradizionale kebab trasformandolo in un piatto-simbolo di diverse culture. Un mix, un incrocio, che nasce nel cuore del centro storico di Catania, in piazza Giuseppe Sciuti, da due storie e origini diverse: quella di Andrea Graziano e Abdallah Dadi.

Andrea Graziano e Abdallah Dadi: le due storie dietro KEBASTARD Catania

Andrea Graziano e Abdallah Dadi fondatori di KEBASTARD, nuovo locale kebab multiculturale a Catania

Andrea Graziano e Abdallah Dadi, i due soci fondatori di KEBASTARD, piazza Sciuti, Catania 2026

Andrea Graziano è un imprenditore catanese che da quasi venticinque anni interpreta la ristorazione come fenomeno culturale prima ancora che commerciale. Un percorso costruito tra viaggi, visioni e intuizioni che lo portano a raccontare il cibo e a trasformarlo in esperienza concreta attraverso il più noto progetto FUD Bottega Sicula. Abdallah Dadi, nato in Tunisia, è arrivato in Italia ancora minorenne in fuga dal regime di Zine El Abidine Ben Ali. Trova nella cucina il suo spazio, il suo linguaggio, la sua direzione. Cresce tra studio, lavoro e confronto continuo, entra giovanissimo nell’orbita di Graziano e si costruisce nel tempo una solidità professionale fatta di esperienza, disciplina e collaborazioni con grandi nomi della ristorazione nazionale. Il progetto di interior design è firmato dall’architetta Fatima Costa e nasce non dalla ricerca di uno stile ma dalla costruzione di una stratificazione culturale.

Il menù di KEBASTARD: un viaggio gastronomico in quattro continenti

Il menù è un viaggio che inizia con i piccoli spiedi dal mondo — yakitori giapponesi, satay tailandesi, seekh pachistani, souvlaki greci — fino ad arrivare agli arrosticini di cavallo con chimichurri e ricotta salata e le diverse tipologie di kebab, ciascuna delle quali rappresenta un paese e una tradizione: doner, shawarma, seekh, gyros. Non mancano le suggestioni dal Messico con i tacos di carne e quelli vegetariani, tutti preparati con sfoglie artigianali di mais. Tra i piatti principali: “Bastard doner” con pollo speziato e marinato, cotto allo spiedo verticale a pietra lavica, “Black shawarma” con carne di manzo marinata e speziata alle erbe, cotta con patate cipollina e servita con yogurt di bufala artigianale ragusana. Non mancano le proposte vegetariane con “The natural bab”, kebab di melanzane speziate, servito con falafel, hummus, e yogurt di bufala all’aneto. Mondi apparentemente lontani che si incontrano nei tre elementi — lo spiedo, la brace, il fuoco — e si traducono in preparazioni originali che attraversano Medio Oriente, Mediterraneo, Asia, Messico, per poi approdare in Sicilia, da sempre terra di passaggi e stratificazioni.

Materie prime siciliane e carni halal: l’identità di KEBASTARD

Non è una fusione di maniera. È lavoro di studio su carni, marinature, speziature e cotture. Le carni — di provenienza italiana e certificate halal — vengono lavorate e cotte alla griglia tra fuoco e pietra lavica. Le salse sono artigianali. La base, una pita preparata artigianalmente con un impasto tirato a mano, rievoca un gesto antico, arcaico, comune a tutte le cucine del Mediterraneo. Diverse le materie prime di matrice siciliana come lo Za’atar con sommacco siciliano, il sesamo di Ispica ed erbe spontanee di Enrico Russino, lo yogurt di bufala e cosacavaddu ibleo dell’azienda Bubalus, l’aglio rosso di Nubia, la provola delle Madonie dell’azienda Invidiata.

Il design di KEBASTARD: geometrie pop e artigianato nel cuore di Catania
Interni di KEBASTARD in piazza Sciuti a Catania, design di Fatima Costa tra geometrie pop e artigianato mediterraneo

Gli interni di KEBASTARD, design di Fatima Costa, piazza Sciuti 9/10, Catania 2026

Skyline mediterranei si sovrappongono a geometrie pop. Un lampadario diventa un mercato di spezie sospeso sul soffitto, tubi industriali convivono con elementi artigianali interamente realizzati a mano, senza gerarchie estetiche. Il design di KEBASTARD, a firma dell’architetta Fatima Costa, crea uno spazio capace di parlare linguaggi diversi contemporaneamente, dove ogni persona può riconoscere frammenti della propria identità. Anche i bagni diventano parte del racconto: una parete curva accoglie geometrie islamiche da cui emergono mani, simbolo di un Mediterraneo dove spesso un gesto vale più di una frase. Sulle saracinesche, le illustrazioni dell’artista catanese Chiara Abramo trasformano anche la facciata in parte integrante del progetto.

Facciata esterna di KEBASTARD in piazza Sciuti a Catania con le illustrazioni di Chiara Abramo sulle saracinesche

L’esterno di KEBASTARD con le illustrazioni di Chiara Abramo, piazza Sciuti 9/10, Catania 2026

Il locale — con dodici posti interni e 30 esterni — sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 18:00 alle 02:00 e sabato e domenica dalle 12:00 alle 02:00.

📍 Piazza Sciuti 9/10 – 10A, Catania | www.kebastard.com