
Foto credit: Contrade dell’Etna
Masterclass verticale a Contrade dell’Etna 2025: annate, terroir e identità di un progetto vitivinicolo unico sul versante nord del vulcano.
Contrade dell’Etna 2025: cento cantine, un vulcano sempre più protagonista
Forte e sempre crescente è l’attenzione attorno al vulcano e ai suoi vini, come dimostra la partecipazione di circa cento cantine alla XVII edizione di Contrade dell’Etna. Svoltasi nelle giornate di domenica 19 e lunedì 20 aprile al Sikania Village di Randazzo, la kermesse ideata da Andrea Franchetti si conferma un appuntamento centrale per produttori, appassionati, buyer e giornalisti, sempre più interessati a cogliere l’evoluzione stilistica dei vini etnei.
Il progressivo delinearsi di un’identità territoriale, la crescente consapevolezza delle annate e l’unicità delle contrade hanno spinto, come sottolineato da Federico Latteri – riconosciuto e stimato degustatore e wine writer – ad alzare il livello delle degustazioni attraverso verticali mirate. Strumenti fondamentali per indagare non solo l’immediata espressività dei vini, ma soprattutto il loro potenziale evolutivo.
I Custodi delle Vigne dell’Etna: storia e visione di Mauro Paoluzzi

Foto credit: Contrade dell’Etna
La masterclass della mattina di domenica 19, promossa da Cronache di gusto, ha visto protagonista I Custodi delle Vigne dell’Etna, realtà situata in Contrada Moganazzi, sul versante nord dell’Etna, tra Passopisciaro e Solicchiata. Il progetto nasce nel 2007, come raccontato da Mauro Paoluzzi, romano di origine ma etneo d’adozione.
Trasferitosi qui nel 2001, entra inizialmente in contatto con Salvo Foti, figura chiave del rinascimento enologico etneo, coinvolto all’epoca anche nel progetto “Il Cantante” di Mick Hucknall dei Simply Red. Da quell’esperienza, Paoluzzi sviluppa in seguito una visione personale: il vino come espressione intima e non replicabile. Negli anni, infatti, acquisisce parte dei vigneti originari e ne integra di nuovi, dando forma a un progetto agricolo coerente, fondato su pratiche tradizionali e sostenibilità territoriale.
Terroir etneo: suolo vulcanico, ceneri e complessità minerale
La coltivazione è ad alberello, con i rossi prevalentemente sul versante nord e i bianchi esposti a est. “Ante”, Etna Bianco Superiore, nasce da una vigna terrazzata di straordinaria bellezza affacciata sul Mar Ionio, in Contrada Taverna (Mascali), a circa 700 metri s.l.m. Qui, come sottolinea Paoluzzi: «l’uva ha sempre dato risultati qualitativi superiori».
È proprio in questo contesto che il ruolo delle ceneri vulcaniche diventa centrale. I suoli dell’Etna sono il risultato di stratificazioni millenarie di lave, sabbie e ceneri: materiali poveri in sostanza organica ma straordinariamente ricchi di minerali come ferro, magnesio e silice. Le ceneri, leggere e porose, trattengono l’umidità e allo stesso tempo favoriscono escursioni termiche di rilievo, contribuendo alla formazione di acidità e complessità aromatica. È anche per questo che possiamo definire i vini davvero dell’Etna figli di un vulcano attivo: non solo per l’origine del suolo ma per la sua costante attività eruttiva. La traduzione sensoriale di questo ambiente “sky and sand” viene accolto nel terreno e si rivela nei calici, dove emergono note di pietra focaia, grafite e una distintiva sapidità.
La vendemmia del bianco per I Custodi è generalmente anticipata rispetto alla media etnea, questo riflette la capacità dell’alberello di favorire una maturazione più precoce verso la metà del mese di settembre. La ricerca stilistica è orientata verso verticalità, tensione e bevibilità più che potenza, come sostenuto da Paoluzzi.
Ante – Etna Bianco DOC Superiore: verticale per annate
Ante 2022 – Annata calda, matura e generosa
Il Carricante si esprime inizialmente con discrezione, lasciando emergere note agrumate di cedro e pompelmo, accompagnate da sfumature più insolite di susina gialla e pesca bianca. Il sorso è ampio, materico, con una tessitura fitta e una sapidità marcata che sostiene il volume. Con l’ossigenazione si sviluppano note fumé, cenere vulcanica e una lieve vena erbacea, tipica della gioventù del vitigno. Persistenza lunga, giocata su ritorni salini e agrumati.
Ante 2018 – Annata fredda e complessa
Meno immediata ma di grande interesse. Il profilo evolve verso note di idrocarburo, miele d’acacia, nocciola tostata e leggere sfumature sulfuree. Il sorso mantiene pienezza ma si fa più sottile e dinamico, giocato sul contrasto tra polpa e acidità. Elegante e didattico, richiama per certi aspetti alcune espressioni vulcaniche della Falanghina flegrea, come evidenziato anche da Latteri.
Ante 2016 – Annata di equilibrio e profondità
Naso stratificato, dove si intrecciano note affumicate, marine e quasi fossili, con cenni di miele e agrumi maturi. Complessità olfattiva che accompagna un sorso ricco e teso, appagante, con una progressione armonica e continua. Grande persistenza e capacità evolutiva. Una referenza assolutamente identitaria che conferma un’annata raggiante e memorabile. Bottiglia di riferimento. Da versare adesso e conservare ancora in futuro.
Ante 2013 – Annata calda e leggibile
Profilo più aperto e comunicativo. Il sorso evidenzia qui una chiara impronta marina, con un equilibrio ben calibrato tra morbidezza e freschezza. Sorprende per vitalità: appare più giovane e dinamico rispetto all’annata precedente, con una chiusura vibrante che richiama nuance salmastre.
Aetneus – Etna Rosso DOC: vigne centenarie di Contrada Moganazzi
Dalle vigne di Contrada Moganazzi “Casa”, con piante che sfiorano il secolo di età: prevalenza di Nerello Mascalese, con saldo di Nerello Cappuccio e piccole percentuali di varietà autoctone. La vendemmia qui avviene all’incirca a metà ottobre. Macerazione di dodici giorni circa in acciaio e fermentazione malolattica in tonneau di 500 lt. Affina circa 18 mesi in tonneaux usate e ulteriori dodici mesi circa in bottiglia.
Aetneus 2020 – Annata solare e armonica
Profumi di ciliegia croccante, melograno e leggere note floreali si intrecciano a grafite e cenere. Il legno è ben integrato. Il sorso è morbido, fluido, con tannini setosi e una beva immediata ma non banale. Vino suadente, equilibrato, di grande piacevolezza.
Aetneus 2018 – Annata complessa e slanciata
Profilo più sottile e slanciato. Il naso resta espressivo su toni di piccoli frutti rossi, erbe officinali e leggere note ferrose. Il sorso è agile, meno voluminoso ma vivo, sostenuto da freschezza e sapidità. Leggiadro.
Aetneus 2014 – Eleganza e misura
Annata impegnativa ben interpretata. Il vino mostra equilibrio e finezza, con un tannino in stato di grazia e una freschezza vibrante. Sorso appagante e complesso. Un gran vino rosso. Il frutto è più evoluto, accompagnato da note speziate e terrose. Didattico nella lettura del millesimo.
Aetneus 2011 – Profondità e complessità
Tra gli assaggi più memorabili. Proveniente da Contrada Feudo di Mezzo, da vigne centenarie con presenza di Grenache prefillossera. Il profilo è maturo e dinamico: balsamicità, pepe nero, cannella, grafite e pietra focaia. Il sorso è scattante, complesso, con un’energia sorprendente. Un vino che unisce profondità e slancio.

Foto credit: Contrade dell’Etna
Vini dell’Etna: un terroir autentico che parla nel calice
Il percorso a ritroso nelle annate de I Custodi delle Vigne dell’Etna restituisce con chiarezza il senso più autentico del terroir etneo: un equilibrio sottile tra forza e misura, tra energia vulcanica e precisione espressiva. Se i bianchi richiedono tempo per rivelarsi, costruendo la propria identità sulla profondità e sull’evoluzione, i rossi mostrano una capacità più immediata di dialogo, senza mai rinunciare alla complessità. In entrambi i casi, emerge una visione coerente, dove ogni scelta agronomica ed enologica è orientata a restituire il carattere del territorio l’idea la visione “umana” del vino. Vini di tensione, sapidità e quella firma “rocciosa” che li rende immediatamente riconoscibili. Vini che con il tempo trovano forma e voce nel calice in una fase storica che richiede con urgenza una comunicazione autentica, di valore, senza fronzoli.
La manifestazione si è conclusa con successo con circa 3.000 bottiglie stappate, per un totale di oltre 45.000 assaggi.
