Al Cortile Siciliano va in scena Pizza e Bollicine

da | Giu 11, 2026 | Catania, In giro e dintorni

L’esclusivo connubio tra l’arte di Ignazio Barcella e il mito Ferrari Trento a Tremestieri Etneo con pizza e bollicine

 

Quello dei wine lovers è un universo in moto perpetuo, una galassia in costante espansione popolata da appassionati sempre più colti, curiosi e costantemente alla ricerca di degustazioni sartoriali ed esperienze esclusive. Oggi bere bene è un viaggio culturale, non un semplice atto edonistico, una ricerca di autenticità che unisce il calice al piatto in modi un tempo inesplorati. È da questa premessa che, lo scorso 4 giugno, ha preso vita un evento straordinario, nato dalla sinergia tra la maestria gastronomica locale e una delle firme più prestigiose del panorama spumantistico: le Cantine Ferrari.

Teatro di questa serata d’eccezione è stato il Cortile Siciliano a Tremestieri Etneo, appena fuori dalla frenetica metropoli catanese, divenuto un assoluto punto di riferimento per chi ricerca l’abbinamento perfetto tra atmosfera ricercata e buon cibo. Anima e motore di questo successo è Fabio Marchese, proprietario visionario e poliedrico, costantemente orientato ad accogliere novità e iniziative d’élite, capace di trasformare la sua creatura in un palcoscenico di sperimentazione e buon gusto nel territorio etneo.

La storia nel calice: il Mito Ferrari

A guidare gli ospiti lungo i sentieri della leggenda trentina è stato Giuseppe Chiavetta, capo area Sicilia di Ferrari, che ha tratteggiato con passione le origini di un successo planetario.

«La storia, ha raccontato Chiavetta, nasce dall’intuizione di un uomo del Trentino, Giulio Ferrari. Di ritorno da un viaggio in Francia, Ferrari si innamorò perdutamente dello Chardonnay, decidendo di importare questa nobile varietà nella sua regione nel lontano 1902».

La scommessa fu vinta sin da subito e Ferrari si consacra presto come la bollicina tipica del territorio trentino, ma anche il simbolo liquido dei VIP, dell’alta società e dell’ immaginario legato alla Dolce Vita italiana.

L’Incontro Perfetto: la parola a Salvo Lo Turco

A coordinare tutti gli attori e a presentare la serata è stato il responsabile di struttura, Salvo Lo Turco, che ha illustrato la filosofia alla base di questa intuizione culinaria:

«L’evento Pizza e Bollicine nasce dal desiderio profondo di scardinare i cliché, invitando gli ospiti a uscire fuori dagli schemi tradizionali per immergersi in un’ esperienza sensoriale. Sostituire la classica birra con l’eccellenza di un Metodo Classico permette di sfruttare lo straordinario potere sgrassante della bollicina, capace di resettare e ripulire magnificamente il palato a ogni assaggio. Naturalmente, in base alla complessità e agli ingredienti di ogni singola creazione, è fondamentale saper individuare il calice corretto: quando si parla di abbinamento cibo-vino, infatti, non sempre uno più uno fa due. Proprio per questo cerco sempre di prendere per mano il cliente, guidandolo verso la scelta più armonica, affinché il piatto e il vino si esaltino e si elevino a vicenda».

Il Percorso di Degustazione: un’esplosione per il palato

Il viaggio sensoriale si è aperto con l’eleganza del Ferrari Maximum Blanc de Blancs, un Brut fresco e agrumato, abbinato all’eccezionale entree dello chef Francesco Daidone: un arancinetto con Cavolo Trunzu di Aci – pregiato e storico Presidio Slow Food del territorio etneo coltivato su suoli vulcanici – panatura di riso soffiato e mais, e maionese biologica al cappero di Pantelleria. Un’immediata esplosione per il palato che celebra la biodiversità siciliana.  panatura di riso soffiato e mais, e maionese biologica al cappero di Pantelleria. Un’immediata esplosione per il palato.

Spazio poi alle attese creazioni di Ignazio Barcella, pluripremiato maestro d’impasti Due Spicchi Gambero Rosso. Il suo paninetto sfogliato all’orzo con stracciatella, pepe al limone, datterino giallo, basilico e alici del Cantabrico ha trovato il matrimonio perfetto nel Ferrari Maximum Rosé, le cui note di frutti di bosco hanno bilanciato la grassezza della burrata e l’acidità del pomodoro.

A sorpresa, gli ospiti hanno poi degustato un impasto romano con crema di melanzane alla menta, pancetta croccante e scaglie di Normanno, esaltato dalla struttura del Ferrari Perlé.

Il gran finale ha celebrato la croccantezza con una pizza crunch a degustazione sormontata da salmone affumicato norvegese, salsa all’arancia, cipolla rossa, erba cipollina e zest di lime. In abbinamento, il rigore del Ferrari Perlé Zero: una bollicina verticale che ha resettato il palato dal timbro grasso del salmone, preparando la bocca al dolce epilogo di una notte indimenticabile tra l’Etna e il Trentino.