Il “Sabato del vignaiolo” è l’iniziativa FIVI – Federazione italiana vignaioli indipendenti, che dal 2022 si snoda puntualmente nel mese di maggio di ogni anno in tutta la penisola. Momento di incontro, confronto e conoscenza tra produttori associati e consumatori finali, l’edizione 2026 – rispetto agli anni precedenti- ha lasciato alle spalle la data unica nazionale, solitamente organizzata negli spazi delle cantine dei singoli territori, a favore di appuntamenti diffusi tra gli spazi urbani guardando così oltre al contesto agricolo.

Vignaioli indipendenti FIVI a confronto diretto con il pubblico in Piazza Scammacca, Catania
In questa prospettiva più aperta e permeabile, a Catania il vino siciliano – sabato 9 maggio – è andato in città, inserendosi nel vivace tessuto urbano di Piazza Scammacca. Grazie alla scelta della delegazione siciliana FIVI – in collaborazione con AIS Catania – il racconto del vino, spesso esclusivo, si è spostato su un dialogo diretto più ampio e inclusivo tra vignaiolo e fruitore. Espressione della volontà di esporre, comunicare in prima persona e mettere in luce il frutto del proprio lavoro, dalla cura della vigna alla bottiglia. Mettere in luce quel vino che, parafrasando Majakovskij, “esce dalle sue stanze”, dall’alone di solenne pedanteria e dalle ristrette nicchie per incontrare un pubblico più variegato, per “restare amico dei ragazzi di strada”.
Un rinnovato modo dunque di comunicare il vino, avvertito sempre con più urgenza dagli stessi produttori e addetti al settore, nel tentativo di renderlo il più possibile accessibile e conviviale, spogliato da austere liturgie e arguti tecnicismi che spesso ne hanno irrigidito la percezione. Sorso che unisce e si riunisce in spazi di condivisione percepiti più raggiungibili. Il modo di approcciarsi al vino sta timidamente evolvendo. A sottolinearlo Maria Grazia Barbagallo, Presidente AIS Sicilia: «Questo settore pian piano sta cambiando, sì. Il vino deve andare nelle piazze, dove c’è gente, e lo si deve fare parlando un linguaggio semplice, con un impatto più comunicativo dove anche i più giovani possano sentirsi parte integrante di questi appuntamenti».
Una piazza, sin dalle prime ore del pomeriggio che ha visto un nutrito pubblico sia di appassionati ma soprattutto di semplici di curiosi, cittadini comuni che hanno avuto l’opportunità di incontrarsi e dialogare con i 40 vignaioli presenti e i loro vini, proprio ai piedi dell’Etna, area di produzione vitivinicola ormai di indiscussa e riconosciuta eccellenza. Tra i cittadini, in Piazza Scammacca, presente anche il primo cittadino Enrico Trantino. Un’occasione per chiedere proprio al Sindaco in che direzione si stia muovendo la città metropolitana di Catania, per far sì che il potenziale del territorio, in questa prospettiva, possa essere pienamente espresso : «Sì, molte delle vigne dell’Etna ricadono nella città metropolitana. Trovo incredibile che non sia stato mai sviluppato un piano di marketing territoriale del nostro vulcano che va da solo, mentre ovviamente potrebbe attrarre tanta più gente nel momento in cui ci fosse un’azione strategica ben delineata. Per questo motivo abbiamo stanziato trecento mila euro per realizzare una gara e quindi poter affidare un piano – a chi di competenza in questo settore- affinché possiamo riuscire a fare più di quanto non sia stato fatto fino adesso. Quindi arrivare a creare una strategia pianificata in senso completo. Questi eventi danno l’opportunità ai catanesi di conoscere il vino e di stare insieme. Quando si vedono tanti volti così sorridenti intorno anche l’anima sta meglio, e questa è la cosa più importante».

La locandina del Sabato del Vignaiolo FIVI 2026 per le strade di Catania, 9 maggio 2026
Conoscere il vino dei vignaioli FIVI significa assaporare e cogliere la filosofia produttiva e il pensiero agricolo radicato nella terra. “Vivere la campagne e vivere il vino” secondo Andrea Annino, delegato FIVI Sicilia, e vignaiolo dell’azienda calatina “Valle della Ferle”: «Vuol dire per noi vignaioli associati seguire tutto il processo produttivo, che è quello che ci contraddistingue. Mettiamo in bottiglia un vino, proveniente esclusivamente dalle nostre vigne, frutto di un’annata e delle sue caratteristiche, peculiarità che si avvertono nel calice per garantire al nostro consumatore un prodotto con all’interno un terroir autentico e riconoscibile».
Proprio la verticalità è il principio identitario della FIVI, come chiosa Carmela Pupillo, vice presidente nazionale, e vignaiola a Siracusa: «Il vignaiolo FIVI chiude personalmente e interamente la filiera. Coltiviamo le nostre vigne, vinificiamo le nostre uve, imbottigliamo e commercializziamo le nostre bottiglie. In termini commerciali vogliamo comunicare proprio questo processo in maniera trasparente: la verticalità è il primo elemento. C’è ormai una grande attenzione verso questo tipo di aziende completamente integrate perché aumenta il grado di sensibilità rispetto a tutto il processo produttivo che viene espletato interamente».
