Il confine sottile e garbato, in questa che più che una masterclass è stata un “appuntamento al cinema con degustazione”, è stato il piacere provato nel poter abbinare ogni vino a un personaggio, ogni sensazione a un carattere. La separazione più netta, invece, è stata quella dalle degustazioni più tecniche e classiche: colori, profumi, gusti del vino… lasciati per una volta a debita distanza o, meglio ancora, interpretati intellettualmente prima che tecnicamente!
Per una volta, infatti, sommelier, giornalisti, esperti e semplici appassionati enoici, hanno lasciato da parte le proprie conoscenze “analitiche” del vino, per addentrarsi invece nella piacevole “lettura” dei calici sotto i riflessi e i riflettori di uno dei capolavori del cinema: “Manhattan”, la celebre pellicola del regista, sceneggiatore e attore Woody Allen che, più che da sfondo, ha fatto da vera protagonista a uno degli appuntamenti enologici più gradevoli a cui abbiamo partecipato ultimamente.

La tavola allestita a tema “Manhattan” durante la degustazione a Tenute Nicosia
Santi Natola e la degustazione sold out a Cantine Aperte 2026
Il contesto è stata la nuova edizione di “Cantine Aperte“, andata in scena domenica 31 maggio anche sull’Etna, come nel resto d’Italia, in una delle cantine storiche siciliane del vulcano, Tenute Nicosia. Nel ricco programma realizzato per la giornata, anche questa degustazione, dal titolo “Il Manhattan di Woody Allen: cinema e vini d’essai”, ha registrato il “tutto esaurito” e… se ci ricolleghiamo alle figure centrali ideate da Woody Allen, quel “tutto esaurito” ci sta abbastanza bene. Già, poiché ansie, paure, fobie, ma anche amori, speranze, rinascite e ricadute dei personaggi, riportate in maniera magistrale sul grande schermo nel 1979 da un intellettualmente e ironicamente intraprendente Allen, sono state cucite armoniosamente e altrettanto magistralmente dal curatore e organizzatore della degustazione, il sommelier di Tenute Nicosia, Santi Natola.
Chi conosce Santi, sa bene che scriviamo di un professionista molto apprezzato nel suo settore, con una solida cultura anche al di fuori del mondo delle cantine, che ama la musica, la lettura, il cinema appunto e che è autore di una recente e interessante pubblicazione sul Riesling, di cui certamente scriveremo. Natola, anche in questa occasione, è riuscito così a intrattenere il pubblico con la stessa curiosità e lo stesso interesse che susciterebbe il film proiettato in sala.

La tavolata sold out della degustazione “Manhattan” curata da Santi Natola
La trama di Manhattan tra i calici: cinque vini per cinque personaggi
Cinque vini, dunque, abbinati agli altrettanti personaggi principali della trama cinematografica. Ma non un semplice accostamento, quanto invece uno sposalizio psicologico, un sodalizio caratteriale, che ha fatto giocare gli ospiti con la ricerca degli aspetti più divertenti e contrastanti negli assaggi e nei personaggi, sia nel calice che nella pellicola.
Un piccolo e veloce richiamo alla trama del film è quantomeno doveroso. Isaac “Ike” Davis è il protagonista, uno sceneggiatore televisivo quarantenne, innamorato della sua New York e di Manhattan. Non è entusiasta, invece, del suo lavoro e vorrebbe fare lo scrittore a tempo pieno. La sua ex moglie è Jill e si sono separati perché lei adesso convive con una donna e sta scrivendo un libro che ha per trama tutti i loro particolari intimi. Isaac, ovviamente, cerca di dissuaderla. Questi, intanto, frequenta una giovane studentessa, diciassettenne, Tracy, in procinto di partire per Londra per una borsa di studio in recitazione. Ha chiesto a Isaac di accompagnarla, ma lui esita. L’amico e collega di Isaac, Yale, sposato, si è tuffato in una relazione extra coniugale con Mary, intellettualmente impegnata e molto raffinata, al punto che Isaac la trova snob. Quando lei lascerà Yale, i due si frequenteranno. Anche con Mary, però, non dura molto e la donna decide di lasciare Isaac per tornare con Yale. Isaac, allora, corre da Tracy, che invece sta proprio per partire per l’Inghilterra e gli chiederà di armarsi di pazienza e di attendere il suo ritorno.
Facile immaginare le trame anche psicologiche che si intrecciano e si rincorrono in questa commedia dai toni sentimentali, con lo sfondo di una Big Apple colta e suggestiva, sulle note di Gershwin.

L’omaggio visivo a Woody Allen nella degustazione “Manhattan” a Tenute Nicosia
Dal Moscato di Noto al Bourgogne Aligoté: i vini abbinati ai personaggi di Manhattan
Così, la giovane Tracy, interpretata da Mariel Hemingway, è diventata un piacevole e frivolo Moscato di Noto 2025, con la sua divertente aromaticità, la sua godibile giovinezza olfattiva. Un vino luminoso, sorridente, che ha aperto la degustazione e gli abbinamenti.
A dare un nuovo “volto enoico” a Emily, invece, interpretata da Anne Byrne Hoffman, è stata l’etichetta austriaca di Johannes Zillinger con il suo Revølution Pink Solera. Molto onesto, proprio come il personaggio, onesta intellettualmente. Anche se non è certo un vino facile, anzi! È come il primo Woody Allen, che nasce come autore di battute e motti di spirito, freddure spesso taglienti, oltre che divertenti. Un omaggio anche alle origini austriache della famiglia Allen.
A dare voce al terzo vino, poi, è il personaggio di Mary, sullo schermo interpretata da Diane Keaton. È stato degustato con un intermezzo musicale, naturalmente su musiche di George Gershwin, colonna sonora di tutto il film. La sua “Rapsodia in blu” ha introdotto un vino non per tutti. Un Bourgogne Aligoté 2022, Olivier Leflaire, un vino affascinante, capace di leggerti dentro, proprio come Mary. Si allontana decisamente dalle intense rotondità della celebre zona vitivinicola, con il suo percorso sapido e il suo finale interessante e accompagnato da una punta salina.

Il vino di Borgogna firmato Arnaud Baillot, protagonista della degustazione “Manhattan”
Da Yale a Isaac: i vini di Borgogna e l’Etna chiudono la degustazione
Il personaggio di Yale, poi, è stato abbinato sempre a un Borgogna, ma questa volta Hautes-Côtes de Beaune 2023. Un vino contemporaneo, anche nelle idee del giovane produttore francese, un nomade geografico e intellettuale. Pinot Nero in purezza, è un vino che, come il personaggio, esprime il senso della proporzione, della misura.
Il quinto ed ultimo vino, naturalmente, è per Isaac, il personaggio principale, il protagonista, a cui il sommelier Santi Natola ha scelto di abbinare una bollicina matura, Sosta Tre Santi Etna Doc, Sessantamesi, Tenute Nicosia. Una scelta sapiente, come il vino e come il personaggio, pur con le sue ansie e paure. Nasce tra luci ed ombre ed è pieno di sentimento. La pazienza è un ingrediente fondamentale per entrambi, vino e personaggio. Un 2016, una sboccatura in “stato di grazia”, che ha donato agli ospiti un assaggio di ricami sartoriali, artigianali, note sapide e agrumate dall’esperienza e dal trascorrere del tempo.
Un assaggio in ascolto della bellezza, proprio come questo incontro in cantina, che ha lasciato certamente in tutti i partecipanti piacevoli sensazioni e, probabilmente, la voglia di rivedere questo film… magari degustando nuovamente un vino alla volta, un sorso alla volta ad ogni scena e ad ogni comparsa dei personaggi citati. Alle note di Gershwin, allora, probabilmente aggiungeremmo anche il tintinnio dei nostri calici nei brindisi…
