Paolo Gentiloni ad Acireale: l’Europa deve rafforzarsi

da | Ott 23, 2026 | Catania, In giro e dintorni

Al Centro culturale Pinella Musmeci, la presentazione di “Diventare una potenza. Istruzioni per una rivoluzione europea”. Con Paolo Valentino, un confronto su difesa, innovazione, diritti e politiche comuni.

«Chi lo può fare se non noi europei?». Paolo Gentiloni ad Acireale affida a questa domanda il senso di una responsabilità: difendere democrazia, libertà e diritti in un contesto internazionale nel quale nessuna conquista può essere considerata definitiva.

L’ex presidente del Consiglio e già commissario europeo per l’Economia è intervenuto al Centro culturale Pinella Musmeci della Villa Belvedere per presentare “Diventare una potenza. Istruzioni per una rivoluzione europea”, dialogando con Paolo Valentino, giornalista del Corriere della Sera, davanti a un pubblico numeroso.

Al centro dell’incontro, la necessità di un’Europa capace di trasformare il proprio peso economico e il patrimonio di valori condivisi in una maggiore capacità di azione.

Gentiloni: politiche comuni per rafforzare l’Europa

Difesa, economia e processi decisionali sono i primi ambiti nei quali, secondo Gentiloni, l’Unione deve compiere un salto di qualità.

«L’Europa deve diventare anche una forza capace di difendersi, deve fare dei passi in avanti verso una politica economica comune, perché non possiamo continuare con 27 politiche economiche diverse», ha affermato.

Una maggiore integrazione richiede anche di affrontare il tema delle regole con cui vengono prese le decisioni. «Con il diritto di veto tra 27 Paesi non si decide nulla, alla fine», ha osservato, indicando nelle divisioni interne un ostacolo alla possibilità di rispondere alle sfide internazionali.

Per Gentiloni, il rischio è lasciare che siano altri a stabilire le condizioni: le grandi potenze, ma anche i protagonisti dell’economia digitale e dell’intelligenza artificiale. Rafforzare l’Europa significa quindi dotarla degli strumenti necessari per scegliere, negoziare e tutelare i propri interessi.

Diritti e welfare: il valore del modello europeo

La riflessione ha riguardato anche le ragioni per cui una maggiore forza europea sarebbe importante nel mondo.

«Io penso che il mondo abbia bisogno di qualcuno che difenda i valori dei diritti, delle libertà, delle minoranze», ha sottolineato Gentiloni. Nel suo intervento, questo compito assume particolare rilievo in una fase nella quale anche il ruolo degli Stati Uniti come riferimento per tali valori appare, a suo giudizio, meno saldo.

Alla dimensione dei diritti si affianca quella del modello sociale europeo: sanità, istruzione, pensioni e sistemi di protezione che contribuiscono alla qualità della vita dei cittadini.

«Non c’è nessuna parte del mondo in cui il welfare ha la qualità di quello europeo», ha sostenuto, prima di riassumere il proprio appello: «È un privilegio, in fondo, essere europei. Cerchiamo di meritarcelo rafforzando l’Europa».

Paolo Valentino: investire insieme in tecnologia e difesa

Paolo Valentino ha descritto il libro come una sollecitazione all’Unione, chiamata a reagire alle pressioni esterne e alla frammentazione interna attraverso politiche comuni e investimenti strategici.

La questione della potenza europea, nella sua lettura, comprende la capacità di sviluppare tecnologie e competenze, oltre a quella di difendersi. Intelligenza artificiale, computer quantistici e innovazione sono alcuni dei settori citati durante il confronto.

«Occorre avere uno scatto in termini di politiche comuni, di investimenti per la difesa, di investimenti per la tecnologia. Occorre fare delle cose insieme», ha affermato.

Per Valentino, la capacità di agire in modo unitario è decisiva anche in politica estera. L’alternativa, ha avvertito, è il rischio della «marginalizzazione o dell’insignificanza». Una maggiore autonomia deve accompagnarsi alla tutela dello Stato di diritto, della democrazia, dei diritti umani e dello Stato sociale.

D’Agostino: «L’Europa si sottovaluta»

L’introduzione all’incontro è stata affidata al deputato regionale Nicola D’Agostino, che ha invitato a leggere il volume alla luce dell’esperienza maturata da Gentiloni nelle istituzioni italiane ed europee.

«L’Europa si sottovaluta, l’Europa è molto più potenza di quanto pensa di essere», ha osservato.

D’Agostino ha richiamato l’origine del progetto europeo come risposta ai conflitti, indicando nella sua evoluzione una possibilità di equilibrio e pacificazione internazionale. Il salto di qualità riguarda dunque anche la capacità di contribuire alla riduzione delle tensioni e alla costruzione di nuove prospettive di sviluppo.

Il confronto con il pubblico alla Villa Belvedere

Ad accogliere Gentiloni è stato il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, che ha espresso il piacere di ospitare «un uomo delle istituzioni così preparato e garbato», richiamando il valore di queste qualità nel dibattito pubblico.

Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale ed esponenti della politica del territorio.

Dalla difesa agli investimenti, dal welfare alla politica estera, il confronto ha riportato ogni tema a una scelta comune: quale ruolo vogliono assumere gli europei nel mondo? Nelle parole di Gentiloni, la risposta richiede la disponibilità a costruire insieme gli strumenti per esercitarlo.