Raid dell’Etna 2026: vincono Malaguti e Urlo a Catania

da | Ott 3, 2026 | Catania, Storie di oggi

Piazza Università ha accolto la parata conclusiva e la Coppa delle Dame. Il Trofeo Eberhard & Co. alla coppia su MG TA Midget del 1938, al termine di un itinerario tra Sicilia e Calabria.

Una MG TA Midget del 1938 davanti a tutti, le auto storiche schierate nel cuore barocco di Catania e un viaggio che ha intrecciato competizione, paesaggio e cultura. Si è concluso in Piazza Università il Raid dell’Etna 2026 – Trofeo Eberhard & Co., con la vittoria di Federico Malaguti e Giorgio Urlo.

La manifestazione ha accompagnato equipaggi provenienti da diverse parti del mondo alla scoperta della Sicilia, aggiungendo quest’anno una tappa in Calabria. A scandire il percorso, le prove cronometrate di regolarità: una sfida nella quale la precisione si affianca al piacere del viaggio e alla conoscenza dei territori attraversati.

Raid dell’Etna 2026: la classifica del Trofeo Eberhard & Co.

Federico Malaguti e Giorgio Urlo hanno conquistato il Trofeo Eberhard & Co. con 1.751 penalità, a bordo della loro MG TA Midget del 1938.

Al secondo posto, con 2.747 penalità, si sono classificati Giuseppe Giaconia di Migaido e Mario Antonio Maione, su Porsche 356 C del 1964. Terza posizione per i bergamaschi Ambrogio Ripamonti e Nicoletta Moroni, anche loro su una Porsche 356 C del 1964.

Il finale ha riservato un imprevisto a Walter Kofler e Karl Doecker, in testa fino alla quarta tappa: la rottura del differenziale della loro Porsche 356 A del 1958 li ha costretti al ritiro.

In Piazza Università la Coppa delle Dame

L’ultima giornata ha portato le vetture nel centro di Catania, richiamando turisti e residenti intorno alla parata di Piazza Università.

Qui si è disputata anche la Coppa delle Dame Eberhard & Co., riservata agli equipaggi femminili del Raid. A imporsi sono state Rosa Arcidiacono e Marina Lo Pinto, su Porsche Carrera 993 Cabrio del 1997.

A completare il podio, l’equipaggio Moroni-Castiglioni, su Porsche 356 C del 1964, e le spagnole Martin-Gabaldon, su Porsche Panamera.

La giornata si è conclusa a Palazzo Manganelli, dove gli affreschi e i giardini hanno fatto da cornice al pranzo e alla premiazione finale.

Dalla Sicilia alla Calabria: l’itinerario delle auto storiche

Partito da Palermo, il Raid ha attraversato il Rettilineo di Buonfornello e raggiunto Santo Stefano di Camastra, con una sosta dedicata alla tradizione della ceramica e al suo museo.

Da Messina ha preso il via la novità di questa edizione: la tappa in Calabria, tra Reggio Calabria, il Museo Archeologico Nazionale che custodisce i Bronzi di Riace, Scilla e Chianalea.

Rientrati in Sicilia, gli equipaggi hanno raggiunto Taormina e poi Catania. Le ultime giornate hanno incluso la visita a Caltagirone, l’escursione sull’Etna e il passaggio a Castiglione di Sicilia.

Un itinerario che ha messo in relazione città d’arte, borghi e paesaggi, accompagnando le visite con la scoperta delle produzioni enogastronomiche locali. È questa formula a dare al Raid anche una dimensione turistica, capace di coinvolgere strutture ricettive, ristorazione e luoghi della cultura lungo il percorso.

Trofeo Sparco e Porsche Tribute: gli altri risultati

La coppia Malaguti-Urlo ha conquistato anche il Trofeo Sparco, assegnato sulla base delle prove cronometrate del Circuito dell’Etna. Alle sue spalle si sono piazzati Giuseppe Giaconia di Migaido e Mario Antonio Maione, seguiti dagli svizzeri Michael Strasser ed Eveline Erni, su LaSalle 340 Drophead Coupé del 1930.

Il Porsche Tribute, dedicato ai primi cinque equipaggi della classifica assoluta su vetture Porsche, ha premiato:

  • Giuseppe Giaconia di Migaido e Mario Antonio Maione, su Porsche 356 C del 1964;
  • Ambrogio Ripamonti e Nicoletta Moroni, su Porsche 356 C del 1964;
  • Michele Termini e Rosa Arcidiacono, su Porsche Carrera 993 Cabrio del 1997;
  • Luigi Turri e Margherita Sordi, su Porsche 996 del 1999;
  • Cesar Walmor ed Elisabeth Knebel, su Porsche 964 del 1990.

I riconoscimenti alla fedeltà, alle vetture e alla sportività

Accanto ai risultati delle prove di regolarità, il Raid ha valorizzato altri aspetti della partecipazione.

Il Classic Michelin ha previsto riconoscimenti per il primo classificato nella prova cronometrata “Etna” e per gli equipaggi arrivati da più lontano, dall’estero e dall’Italia. Quest’anno erano presenti anche due equipaggi provenienti da San Paolo del Brasile.

Il Condorelli Fidelity ha premiato la continuità delle presenze nella storia della manifestazione, mentre il Trofeo San Salvatore ha dato risalto alle vetture più antiche. Il Premio Cantine Mandrarossa è stato destinato ai club e alle scuderie con il maggior numero di equipaggi partecipanti.

Tra le novità, il Trofeo Banca Patrimoni Sella & C., riservato ai primi tre equipaggi nel gruppo di prove cronometrate disputate a Caltagirone. Il riconoscimento Gentlemen Driver B.B.R. Exclusive Car Models ha invece valorizzato la sportività e la cura delle automobili.

Un evento tra automobilismo storico e promozione del territorio

Promosso da Stefano Consoli e Giovanni Spina, affiancati da una squadra di venticinque persone, il Raid dell’Etna richiede un lavoro organizzativo che si sviluppa per quasi un anno.

La manifestazione, patrocinata anche dalla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, conferma una formula che tiene insieme il valore delle vetture e quello dei luoghi. La conclusione a Catania ne restituisce l’immagine più immediata: automobili di epoche diverse riunite in una piazza storica, osservate da appassionati e passanti, al termine di un viaggio che ha fatto del territorio parte della competizione.